Il Diario di Tinton











{2013-10-22}   JTAG Flashing a CM5000

JTAG Flashing via unbuffered Xilinx DLC5 Cable III a CM5000 processor

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{2013-09-13}   Phoneblocks

From http://phoneblocks.com:

“Everyday we throw away millions of electronic devices, because they get old and become worn out. But usually it’s only one of the components that causes the problem. The rest of the device works fine but is needlessly thrown away. Simple because electronic devices are not designed to last. This makes electronic waste one of the fastest growing waste streams in the world. And our phone is one of the biggest causes.

See the video presentation and home page.

The concept is great! I really like the idea of repairable hardware. While it is important for all of us to participate, it is also just as important to do so with the awareness that this is most likely not going to materialize. The reason why i’m expressing this opinion is to prevent discouragement, and here’s what i mean.

We find ourselves now in an era of disposable hardware. The era of repairable hardware has passed a few decades ago. Most hardware vendors are exploiting the planet to be able to deliver cheap hardware, which is very hard to repair, hence encouraging replacement over maintenance. It’s more profitable for them, however it’s not sustainable at a planetary level. For this reason, and because of the law of impermanence, this will have to change again. So we will enter a new era or repairable hardware at some point again, there is no question about that. The unknown is when.

So the proposed 29th of October blast will not materialize in anything physical or concrete. At the same time it will be a first move toward the new era. Manufacturers will start to read of this blast in the news, and, while they will most likely not act upon it in any way, the seed will get planted. And blast after blast, news article after news article, CEO after CEO, eventually the necessity will become so normal, so natural, that manufacturers will naturally start to move towards more expensive repairable hardware again.

So this is why it is important to participate, while at the same time being prepared and avoiding disappointment and discouragement. Let’s just keep making our voices heard, without expecting them to be heard, persistently, ardently, patiently. The law of nature is such that sooner or later, we are bound to succeed.

Da http://phoneblocks.com:

“Ogni giorno buttiamo via milioni di oggetti elettronici, perché sono diventati vecchi e consumati. Nella maggior parte dei casi, però, la causa del problema si limita ad un singolo componente. Il rimanente del dispositivo funziona bene, ma viene gettato via lo stesso, semplicemente perché i dispositivi elettronici non sono studiati per durare. Questo fa sì che i rifiuti elettronici siano diventati uno dei flussi di rifiuti più rapidamente in crescita al mondo. E il nostro cellulare è uno dei motivi principali.

Vedi  il video e visita la home page.

Il concetto è fantastico! Adoro l’idea di dispositivi riparabili. È importante per tutti noi interessati partecipare, ed è altrettanto importante farlo con la consapevolezza che molto probabilmente in apparenza non andrà da nessuna parte. Il motivo per esprimere questo punto di vista è per prevenire di scoraggiarsi, ed qui spiego cosa intendo dire.

Ci troviamo ora come ora in un’epoca di dispositivi usa e getta. L’epoca dei dispositivi riparabili è terminata da qualche decina d’anni. La maggior parte dei produttori sfrutta le risorse del pianeta (mano d’opera, materia prima e smaltimento rifiuti) in modo da poter vendere sottocosto oggetti che sono molto difficili da riparare, incoraggiandone, così, la loro sostituzione. Sicuramente gli rende di più, ma allo stesso tempo non è una procedura sostenibile a livello planetario. Per questo motivo, e per la legge dell’impermanenza, questo dovrà cambiare di nuovo, e quindi entreremo prima o poi in una nuova era di dispositivi e oggetti riparabili. Mentre non c’è dubbio su questo, la domanda che rimane è quando accadrà.

Quindi la proposta di farci sentire tutti assieme il 29 Ottobre 2013 non si materializzerà in qualcosa di tangibile o concreto. Però si tratterebbe di uno dei primi movimenti in direzione della suddetta nuova epoca. I produttori cominceranno a leggere di questo evento sui notiziari (web, cartacei o TV che sia) e mentre molto probabilmente non li prenderanno in considerazione, il concetto verrà seminato. E così dimostrazione dopo dimostrazione, articolo dopo articolo, CEO dopo CEO, prima o poi questa idea diventerà così naturale per tutti, che si trasformerà in necessità, e dunque i produttori cominceranno a soddisfare le richieste riprenderanno a produrre apparecchi elettronici più costosi, ma riparabili.

È per questo che ritengo importante partecipare a questa dimostrazione, e allo stesso tempo farlo con la consapevolezza di non aspettarsi nulla, in modo da evitare frustrazione e scoraggiamento. Continuiamo pazientemente a ardentemente  a farci sentire, senza aspettarci di essere sentiti: prima o poi dovremo avere successo. Così è la legge della natura.



Sono un fiero cliente NGI (Network Gaming Italia), il provider che ritengo essere più professionale in Italia al momento. Non ho mai avuto problemi con loro. E in questo ultimo periodo ho vissuto una situazione che mi ha lasciato un po’ sorpreso.

Sto scrivendo questo articolo per esprimere la mia opinione personale riguardo un deficit da parte di NGI per i prodotti F5 (non posso parlare per gli altri) e per facilitare la vita a qualche altro utente che si può essere trovato nella stessa situazione. La meta era quella di acquistare un indirizzo IP statico. Con questa meta ho imparato le seguenti lezioni:

  1. Non aspettare di essere nel periodi di rinnovo (60 gg prima della scadenza) per effettuare degli upgrade. “Nel periodo di rinnovo, che parte da 60 giorni prima della scadenza abbonamento, non è possibile effettuare l’Upgrade”. Bisogna seguire una procedura eccezionale, che apparentemente non viene concessa a tutti. (La cosa mi ha sorpreso alquanto.)
  2. Se si decide di contattare l’assistenza via email, non aspettarsi una risposta immediata. In caso di urgenza, provare il numero 800 che c’è sul sito ripetutamente fino a quando non si ottiene una risposta.

Ed ho scoperto i seguenti pro e contro di avere a che fare con l’assistenza NGI:

Vantaggi:

  1. La comunicazione con l’assistenza è sempre cordiale.
  2. La comunicazione con l’assistenza avviene in maniera affidabile (nel senso che le email non vanno perdute, non che è veloce) via email.
  3. L’assistenza sembra disposta ad offrire eccezioni per le procedure di acquisto di certi prodotti.

Svantaggi:

  1. La comunicazione con l’assistenza via email è molto lenta. Una risposta può metterci fino a 14 giorni ad arrivare.
  2. La comunicazione con l’assistenza via email è difficile da seguire, perché ogni risposta non contiene mai la domanda iniziale. Ci si deve quindi affidare al proprio programma email, o alle proprie note per tenere traccia di cosa è stato scritto giorni prima.
  3. Dalla chat sul sito non si riesce a contattare nessuno (almeno per meno di 100 ore). Per quanto ne so io, potrebbe anche essere finta.
  4. L’attesa telefonica può essere lunga (io dopo 5 minuti ho buttato giù).
  5. Dal messaggio dal modulo online non si può non ricevere mai risposta (io ho atteso 10 giorni, e poi ho ottenuto risposte solo via email, e non so se l’assistenza ha cancellato il ticket creato online, o se quello online non ha mai funzionato).
  6. Le eccezioni offerte dall’assistenza per venire in contro al cliente via email, sono di brevissima durata (24h). Se uno non legge le email subito, perde la possibilità di usufruire di tali offerte.
  7. Le email vengono sempre risposte da persone diverse.

Vuoi sapere i dettagli? Continua a leggere.

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Quante volte vi è capitato di ricevere un documento .doc che vi da qualche tipo di problemi e che obbliga a provare a rispedire il documento? Raramente? Beh, a me capita abbastanza di frequente da voler scrivere questo articolo.

Spesso ricevo promozioni, fatture, offerte o semplicemente altre informazioni come allegati alle email in formato .doc (MS-Word), e mi ritrovo la maggior parte delle volte con delle difficoltà di visualizzazione. In verità, il formato MS-Word non è stato ideato come un formato standard di distribuzione di informazioni o di “carta digitale”. Ci sono altri formati (come .PDF) che sono stati ideati proprio per questo.

Questo articolo spiega come mai sia una mancanza di professionalità e quindi preferibile e più educato inviare allegati in PDF piuttosto che in formati come .doc o .pages, per documenti che non richiedono modifiche radicali.

Ecco qualche motivo percui i documenti in formato .doc MS-Word non si prestano per la distribuzione via email o via internet in generale:

Il destinatario non vede quasi mai quello che vede l’autore

Questa è forse la motivazione più grande: io lavoro tanto sulla formattazione di un documento, perché ci tengo che venga visualizzato in un certo modo, e chi lo riceve non vede quello che vedo io. Gli utenti di MS-Word probabilmente sanno che ci sono tante versioni di MS-Word, e che spesso l’una non è compatibile con l’altra. Per non parlare poi di MS-Word per Mac e quello per MS-Windows, e poi tutti i font che magari uno usa, che non sono presenti sul computer del destinatario. È per questo che se io preparo un documento in MS-Word e poi lo invio ad un amico, ci sono buone probabilità che l’amico non veda quello che io veda. È possibile che:

  • all’amico/a manchi un font (carattere). In questo caso, il documento verrà visualizzato con un altro carattere, inevitabilmente di dimensione leggermente diversa e quindi magari tutto sembrerà leggermente più grande o più piccolo, cambiando quindi tutta l’impaginazione;
  • l’amico/a si trova in un paese che non usa A4 come dimensione della pagina. In questo caso è possibile che da lui/lei il testo venga inserito nelle sue dimensioni di carta, di nuovo modificando l’impaginazione;
  • il destinatario non utilizzi MS-Word, ma un programma che apre documenti MS-Word come OpenOffice o Pages. In questo caso possibile che ci siano delle funzioni che semplicemente non siano compatibili e che quindi intere sezioni di documento non siano visibili.

Il documento può essere copiato e modificato

È vero! Se a me interessa che il destinatario legga delle informazioni e basta (volantino, preventivo, ecc), allora a me interessa un documento che non sia modificabile. Uno non ci pensa, ma ogni volta che si invia un documento .doc, si da la possibilità a chi lo riceve di rifarne uso come vuole: basta cambiare i campi et voilá! Però molte volte per un motivo o per l’altro, preferirei non correre (o perlomeno ridurre) il rischio di scontri del tipo che il ricevente fa una modifica, e poi fa finta che l’abbia fatta il mittente.

Inviare un documento .doc è un po’ come inviare il proprio software (programma) assieme al codice sorgente, dando quindi la possibilità a chi lo ricevere di fare le modifiche che vuole e di riutilizzarlo come vuole.

Il documento necessità di un programma per essere aperto

Eh sì, perché la maggior parte dei programmi di email non aprano i file .doc nativamente da dentro l’email stessa, devono far partire un programma esterno, ovvero MS-Word. E se il nostro destinatario non fa uso di MS-Word, perché costa troppo? O perché magari non gli piace? Il formato .doc non è mica uno standard internazionale. Magari il destinatario lavora su Mac e preferisce Pages, o magari su Windows, e preferisce OpenOffice, o magari proprio non gli serve la videoscrittura, quindi non ha programmi di quel tipo. Cosa fa? Si deve scaricar o comprare un programma di videoscrittura solo per leggere l’allegato che gli mando, senza neanche informarlo nell’email? Mi sembra un po’ presuntuoso…

La soluzione

La soluzione c’è, ed è proprio semplice oggi giorno: distribuire gli stessi documenti previa conversione al formato PDF. Il formato PDF è una specie di pagina digitale.

A differenza dai formati di videoscrittura come Word o Pages, il PDF non è (facilmente) modificabile, e preserva sempre, indipendentemente da come, dove e quando viene visto, la formattazione e l’estetica della pagina. È un po’ come un’istantanea, una foto del documento che l’autore ha creato, senza però essere una immagine JPG, GIF o altri (che la renderebbe oltremodo pesante a livello di byte e anche di qualità inferiore). Potete stare tranquilli che il vostro contenuto non verrà copiato facilmente (si possono impostare certi parametri, in modo da permettere la visualizzazione e non la copiatura del contenuto. Comunque, anche senza quei permessi impostati, rimane molto più difficile copiarne e modificarne il contenuto, limitando questa pratica solo a chi è veramente malintenzionato)

Il documento PDF contiene il testo, e allo stesso non permette a chi lo vede di cambiarne il contenuto, o la formattazione. Tutti i visualizzatori PDF visualizzano lo stesso PDF nello stesso modo identico su iPhone, Android, iPad, Mac, PC, Linux, Nokia, … Potete stare tranquilli che tutte le ore passate per ottimizzare l’estetica di quel documento non sono buttate via!

Il formato PDF è uno standard aperto, questo vuol dire che chiunque può scrivere un programma che scrive e legge documenti PDF. Per questo motivo è integrato nella maggior parte dei sistemi operativi. Molti browser non richiedono neanche l’apertura di un visualizzatore esterno, aprendo il file PDF come se fosse una pagina web. Quindi potete stare tranquilli che non state imponendo niente a nessuno inviando un file in PDF.

Ma come faccio a convertire il mio documento in PDF?

Una volta questo era più difficile, oggi giorno si tratta nella maggior parte dei casi, semplicemente di stampare il documento, però anzichè stamparlo su una stampante, stamparlo in un documento PDF. Su Mac, quando si va in stampa, il Mac presenta un bottone in basso a sinistra chiamato PDF. Da lì si può scegliere di salvare il documento su PDF. Su Windows, si possono scaricare dei programmi che agiscono come stampanti, in modo che quando si va per stampare, si seleziona la “stampante” PDF anziché quella vera e propria, e si aprirà una finestra che chiede il percorso e il nome del file da dare al documento in questione. Consiglio di consultare la pagina List of virtual printer software – Wikipedia, the free encyclopedia.

Collaborazione

Se invece, ho bisogno che il destinatario mi faccia delle modifiche notevoli al documento, (per esempio “puoi dare un’occhiata a questo documento, e correggermi la traduzione che ho fatto in inglese?”) allora il formato PDF non è consigliato. Collaborare con documenti Word o Pages è fattibile, comunque oggi giorno ci sono delle piattaforme di collaborazione che facilitano moltissimo questa procedura, come per esempio Google Drive, e ne consiglio l’utilizzo. Inviare un documento .pages o .word avanti e indietro è fonte di versioni diverse e confusione, anche utilizzando il version tracking.

Conclusioni

Segui queste regole per mantenere sempre una immagine di alta professionalità nel mondo informatico.

  • Mantieni il più possibile i documenti salvati dei programmi di videoscrittura per te stesso/a (.doc, .pages, o altri), e cerca di non distribuirli mai.
  • Se vuoi inviare delle informazioni formattate a qualcuno via email o dal sito web, utilizza sempre i formati aperti come .pdf, e cerca di evitare formati proprietari come .doc o .pages.
  • Se hai bisogno di collaborare sul contenuto di un articolo o di un documento con altri, utilizza piattaforme apposta come Google Drive (gratuita) o altre.
  • Se hai da far compilare un modulo, utilizza anche PDF: ci sono utilità che permettono al lettore di modificare solo i campi e di spuntare le caselle.


{2012-09-18}   Vodafone UK
Vodafone Logo

Vodafone Logo (Photo credit: Wikipedia)

Esperienza che ho fatto con una SIM prepagata a Londra.

Ho pagato £10 per 500MB di traffico dati, e 300 SMS nazionali. Ad ogni modo:

  • Internet è filtrata. Si chiamai content filter e va disattivato subito. Ci può mettere fino a mezzanotte per essere disattivo. Molti siti sono filtrati, anche certi che uno pensa non dovrebbero, come fring.com
  • Personal Hotspot su iPhone non funziona, è disabilitato e non si può abilitare per le schede prepagate.
  • La rete 3G è abbastanza affidabile a Londra. La copertura è direi perlo più totale, ma non sempre molto forte. Spesso mi sono trovato a navigare con un 1 o 2 tacchette, comunque erano sufficienti.
  • Stavo per prendere un mobile wifi hotspot, ma mi sono fermato quando mi hanno detto che gli apparecchi sono tutti bloccati su Vodafone UK, quindi non avrei potuto usarlo altrove.
  • Quando ho preso la SIM, la commessa si è confusa, ha fatto un errore, ed ha fatto la ricarica di £10 ad un altro numero. La scheda SIM è gratuita, si paga solo per la ricarica. Prima di lasciare il negozio mi hanno detto che il motivo per cui non mi era ancora arrivata la ricarica era che stavano avendo dei problemi con il sistema di ricarica. Invece non avevo notato che mi hanno fatto la ricarica al numero sbagliato, e sono dovuto quindi tornare al negozio. Hanno messo a posto il disguido. Avrei potuto controllare la ricarica digitando *#100#, e consiglio di farlo sempre con SIM nuove.
  • La SIM era attiva da subito, ma la promozione FreeBee ci ha messo un po’. Mi sono mangiato £1 perché ho navigato prima che la promozione fosse attiva. Ho dovuto spegnere Dati Cellulari fino a quando non ho ricevuto il SMS dalla Vodafone che mi confermava l’attivazione (quello che conteneva il numero di SMS e di MB disponibili, non il benvenuto).
  •  Sia fring che Skype sono filtrati pesantemente. Questo significa che risulta praticamente impossibile effettuare una chiamata via voce con fring e Skype (e probabilmente anche Viber e Tango, anche se non ho provato), perché la perdita di pacchetti é così alta da rendere la comunicazione impossibile. La cosa interessante è che la qualità audio è pressoché identica tra fring e Skype. Cioè sembra proprio che ci sia un router che ignori una percentuale altra di pacchetti in modo molto viscido. Ho fatto allo stesso tempo un test di velocità di banda che risultava ottimo: 3Mbps down, 1Mbps up.
  • SMS internazionali  molto cari, più di 30p l’uno.
  • Telefonate anche molto care, sui 26p l’una.


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Here i am working on my first official complete job as an electrician. It’s a small apartment, however a complete job. I redid the electrical box, which was mess, disabled the old wiring system, which was falling apart.

It was fun! I had no idea how much it would take me. I used one color for switches: purchasing 4-5 colors would have been too expensive for that small apartment. I thought it would have been more complicated, however the circuitry was pretty simple, so it all went pretty smoothly.

I decided to bring the mains in with 4mm2 and 2.5mm2 for the rest. The switching wire is 1.5mm2 and all light outlets are grounded, with brown, blu yellow 2.5mm2. I decided not to run the purple switched wire directly to the lights. I figured it would be more intuitive to figure out the circuit this way.



et cetera
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