Il Diario di Tinton











{2013-12-09}   Gravity

Visto in inglese in 3D  in Stati Uniti, suggerito da varie persone qui, tutte ne hanno parlato molto bene.

Durante il film ero sicuramente molto teso e molto coinvolto: il film non è carente di suspence. A fine film sono rimasto un po’ deluso dalla storia, in quanto me lo aspettavo più profonda, con più significato. Quando sono uscito dal cinema con la netta sensazione di aver appena vissuto l’esperienza più vicina alla vita di un cosmonauta dalla mia vita, ho capito perché tutti ne parlavano così bene. I dettagli tecnici sono molto ben fatti, e molto azzeccati, almeno più di molti altri film che ho visto. Un film molto informativo.

Il finale è interessante, in quanto, dopo essere riuscita ad arrivare sulla terra, il film suggerisce che ce l’ha fatta, mentre invece si trova praticamente nuda, in un angolo del pianeta del quale non conosce le coordinate (non ha idea dove si trova) e senza che qualcuno sappia dove sia (alla radio è difficile da sentire Houston che dice che ha fatto partire una missione di soccorso, l’ho scoperto solo dopo aver fatto un po’ di ricerca su internet). Quindi lascia spazio per riflettere.

Interessanti le metafore sulla rinascita, che potrebbero aiutare un pubblico disconnesso dalla realtà, a riflettere su se stessi. Il messaggio è importante e per questo, anche se già affrontato in tutte le salse, è sempre benvenuto.



{2013-03-25}   L’ultimo terrestre

Visto con Momo, suggerito da Mec.

L’introduzione mi è piaciuta da subito: il fatto dell’arrivo degli extraterrestri è stato inserito in modo molto realistico nella vita contemporanea italiana, come un fatto di cronaca come un altro, venendogli data una certa importanza, ma niente di sconvolgente. Il tipo alla radio che si preoccupa che gli alieni prenderanno il posto di lavoro ai giocatori di calcio mi ha fatto piegare e ancor di più il cronista che gli risponde in modo molto realistico.

Il protagonista è certamente una figura inquietante per me: il fatto che al primo scontro con la vicina non riesce neanche a guardarla negli occhi, che tiene sempre la testa bassa, che fa sempre quello che gli viene detto, che torna sulla scena del crimine per prendere il cellulare del suo amico morto solo perché glielo ha ordinato il suo collega e, soprattutto, che non fa niente mentre il suo (apparentemente unico) amico viene massacrato di botte dai suoi colleghi, sono tutti elementi caratteriali che rendono il personaggio non meritevole di un lieto fine. Mi passa la voglia, piano piano, di augurargli di mettersi insieme con la sua vicina.

Poi la figura femminile di aliena stona nel contesto molto realista della storia. Tutto sembra veramente reale, come se potesse accadere da un momento all’altro. Ma la figura di aliena, così simile alla figura umana è stata troppo difficile per me da accettare: tutte le volte che la guardavo, mi veniva in mente una donna con un costume, e non un’aliena.

Il finale rimane aperto, e non so se gli alieni, dopo essersi fatti un’idea di come sono negativi gli umani, hanno deciso di farli fuori, o se invece decidono di instaurare una convivenza.



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No country for old men. Film visto ieri in italiano. È stato un film che mi è stato introdotto dalla parodia  http://www.youtube.com/watch?v=8U8k-dd1UrI. Poi mi ha preso, e quindi lo ho visto in streaming con Momo.

Il film è molto violento, quasi come un film di Tarantino. In un certo senso mi ricorda un po’ i film di Tarantino… Una eccezionale interpretazione di Javier Bardem, che si è meritato tutti gli Oscar che ha vinto, se ne ha vinti. La storia è decisamente una storia nata da un libro. Mi ha fatto piacere come non è per niente prevedibile. Il ruolo del protagonista non è ovvio dall’inizio, e Cormac McCarthy continua ad inserire personaggi nuovi fino a quasi la fine del film. Ad ogni modo il film è interpretato ed inquadrato molto bene, e quindi, nonostante la eccessiva violenza, lo consiglio.

Una delle morali della storia è sicuramente come il denaro cambia le persone.



{2012-12-10}   Cirque du Soleil: Totem

Visto Totem in Atlanta ed è stato veramente ispirante. Sono rimasto scioccato dalle idee geniali, e da come giocano con i pensieri del pubblico: tutti, quando guardiamo questi atleti fare cose incredibili con i loro corpi, pensiamo come diavolo stanno facendo e come devono fare per tenere la postura corretta. Ce ne facciamo una ragione, cerchiamo di capire come fanno. In Totem (ma anche in altre produzioni Cirque du Soleil)  questo ragionamento interno del pubblico viene creato e poi smontato, distruggendo la spiegazione che il pubblico si è formato, lasciandoci quindi tutti a bocca aperta.

Altre idee geniali includono il juggler dentro il cono, incredibile ponte tipo spina dorsale ce fa parte del palcoscenico, effetti di proiezione misti con realtà (dove una persona che nuota fuori dallo “schermo” tutto a un tratto diventa viva)…

Incredibile.



Français : Woody Allen au festival de Cannes.

Français : Woody Allen au festival de Cannes. (Photo credit: Wikipedia)

In aereo mi sono sparato il documentario su Woody Allen di 3 ore. Mi ha fatto molto piacere, infatti sono riuscito a vederlo a tutto. Non sono stato particolarmente entusiasmato di come è stato fatto, ma ho imparato un sacco di cose su di lui di cui non avevo la minima idea. Mette le cose in contesto. Niente segreti o ciattelli. Suggerisco la visione.



{2011-11-24}   Pina 3D

Bello che non era doppiato.

Inquitante, non è strutturato in maniera semplice. Va interpretato, bisogna ragionarci sopra.

It’s not laid out for the audience. One cannot turn the brain off and watch. So was Pina Bausch’s works, probably.

Enigmatic, just as Pina probably was too. Not many words. Through her silence, she gave importance to the few words she did say. That’s what i interpreted from the movie.

At first i didn’t really understand why make this a 3D movie. Then watching it though, it became clear: it really feals like being there, at a theater. It made sense, its a whole different experience. Especially cool being able to see the performances from angles not possible to be seen when in a theater.

It’s sort of a dedica to Pina. Those who have worked with her for years have a chance to send her a 3D message through this movie.



{2011-07-21}   Carissima me

Suggerimento: Vittorio S.

Visto doppiato in Italiano.

Non riuscivo a scollarmi dallo schermo, molto toccante. Recitazioni ottime, regia ottima, costumi ottimi, riprese e originalità anche buone.  Trama non troppo scontata. Nessuna violenza gratuita, nessuna scena di sesso gratuita, e neanche incoraggiamento alla separazione! Va a toccare proprio i capisaldi della felicità: il rispetto x se stessi, x gli altri, affrontare la paura, riduzione di aspettative… Sicuramente tra i top 5 film che ho visto negli ultimi 5 anni. Lo consiglio a tutti.

Grazie, Vittorio, un’altro dei film vincenti che mi suggerisci!



{2011-06-03}   King’s Speech

Film su King George VI e il suo rapporto con Lionel Logue mi ha lasciato con la voglia di sapere di più sulla famiglia reale, così mi sono letto un po’ di pagine su wikipedia ed ho imparato che il figlio di George era proprio Queen Liz II, madre di Charles, che si sposò con Diana, ecc. ecc.

Mi ha ricordato un po’ “Mein Führer – Die wirklich wahrste Wahrheit über Adolf Hitler” dove Adolf Grünbaum è stato assunto da Goebbels per ridare forza a Hitler, e gli preparava, in parte, i suoi discorsi. Anche qui, il logopedista era una persona comune, non era neanche un dottore.

Bello il modo in cui il logopedista convince il re dell’efficacia della sua terapia, registrandolo mentre legge un testo senza riuscire a sentire la propria voce (con in cuffia, molto alta, della musica). Il re poi, ascoltandosi a casa, e accorgendosi di non aver balbettato neanche una volta, guadagna nuove speranze per la sua guarigione. Il che mi ha subito posto il quesito di come mai, durante i suoi discorsi in radio e dove non era necessaria la sua immagine, non abbia utilizzato la stessa tecnica.

Il logopedista ci teneva tanto ad avere un rapporto umano, e questa è una cosa che mi è piaciuta molto, perché è quello che cerco di fare anche io.

Mi è piaciuto molto anche il rapporto tra il Principe Edward e la sua amata Wallis Simpson: dapprima, essendosi sposata già 2 volte prima, sembrerebbe che il suo sia un piano per poter diventar parte della famiglia reale, mentre invece, ha permesso ad Edward di abdicare e di rinunciare alla famiglia reale, rimanenti al suo lato fino alla morte.

Mi ha anche fatto piacere Churchill rappresentato in un film: ho visto pochi film in cui ci fosse la rappresentazione di Winston. La scelta dell’attore non era tra i migliori, dal punto di vista estetico, mentre invece Queen Elizabeth da piccola è stata scelta molto bene.

In generale, un film storico, che consiglio a tutti, in quanto lascia un insegnamento storico, utile per tutti, anche se certi fatti sono stati leggermente modificati per drammatizzare di più e rendere il film più emozionante.



(Suggerito da Vittorio Scarselli)

Film pesante da vedere. Tratta argomenti famigliari, una famiglia che cresce “disrupted”. È doloroso vedere come i bambini vengono trattati, e quello che devono subire, e come la protagonista viene trattata male da varie persone. Altrettanto doloroso vedere come Bruno si sta lasciando prendere dalle droghe pesanti, ponendole davanti ai contatti famigliari.

La svolta che il film prende quando Bruno riesce ad andare a trovare la madre, e riesce ad aprirsi un po’, è molto gradevole. Il film tratta molto la tematica di essere chiusi, alla quale, tra l’altro mi identifico un po’ anche io: quella vergogna di cantare in pubblico, vergogna di ballare, il “no, non lo faccio, anche se è divertente, perché mi vergogno”. E questa caratteristica è apparsa in più di un personaggio.

Molto gradevole la consistenza tra i personaggi, che vengono fatti da vari attori. Per esempio Bruno è interpretato da 3 attori, il Bruno bambino, ragazzo e uomo. Ed in tutti e tre si riconosce Bruno, nel modo di muoversi e di parlare. Anche la stessa Anna. Notevole. Sono rimasto abbastanza sbalordito da quel dettaglio.

In generale è un bel film: ricorda come la famiglia sia importante e come valga la pena investirci per avere questo appoggio, e si conclude in una tonalità gradevole: Bruno che segue il consiglio del dottore e va in mare anziché farsi di morfina lascia una speranza positiva.

Scena preferita: quando Bruno e sua sorella vanno a cercare il loro fratello che non avevano mai conosciuto. Un avvocato di nome Christian, il quale li tratta, educatamente come se fossero dei pazzi, chiedendo alla segretaria di mandarli via per causa di un imprevisto. Poi, però, Christian va a casa e racconta dell’avvenimento alla madre, la quale deve aver ammesso che non erano dei pazzi e che era vero che lei non era la loro vera madre (questa scena non si vede). E quindi ci deve essere rimasto malissimo, povero Christian! Peccato che non l’abbiano fatta vedere.



Suggerito da Vittorio Scarselli, un film leggero, gradevole e felice. La cosa che mi ha colpito di più è il personaggio di Tropea (Giovanna mezzogiorno): non so quanto sia proprio scritto e quanto abbia aggiunto Giovanna che non mi ha colpito per la sua bellezza, ma per il suo modo di muoversi, come muove le labbra, come fa l’ubriaca… È diversa. Mi guarderò altri film che ha fatto lei per capire se è proprio lei che lavora sempre così, o no.

A parte Giovanna, tutti i ruoli sono ben fatti ed evolvono, forse un po’ scontato da quel punto di vista. Bella la musica.

Solo una, mi sembra, la scena di due donne che si parlano tra di loro, e comunque parlano di uomini, quindi non passa il test.



et cetera
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